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Presentazione


In questo sito è pubblicata la versione integrale del testo di Paolo Mantegazza Quadri della natura umana - Feste ed ebbrezze, opera in due volumi del 1871 rara e poco nota fra gli studiosi moderni.
La prima parte del testo tratta dei vari modi coi quali l'uomo celebra le feste collettive e individuali, ed è seguita da un più voluminoso trattato sulle droghe psicoattive. La quantità e qualità dei suoi studi a riguardo, portano a considerare Mantegazza (1831-1910) il pioniere italiano e uno dei pionieri europei della moderna scienza delle droghe o, com'egli preferiva chiamare, scienza degli alimenti nervosi (per una definizione di "scienza delle droghe", si veda www.samorini.it).

Nonostante si tratti della sua opera più voluminosa e scientificamente più importante, tale da essere considerata nella pagina di Wikipedia il masterpiece (capolavoro) di questo autore ottocentesco, gli studiosi italiani di Mantegazza non la prendono in dovuta considerazione, probabilmente imbarazzati e impreparati nel trattare l'argomento delle droghe. Si veda ad esempio il saggio di Walter Pasini (1999, p. 217), in cui v'è solamente uno sfuggevole accenno ai Quadri.

Albert Hofmann, il chimico che scoprì l'LSD e profondo conoscitore dei pionieri dello studio delle droghe psicoattive, presa visione dei Quadri, commentò: "E' davvero strano che l'importantissimo lavoro di Paolo Mantegazza non abbia ricevuto la meritata attenzione nei libri europei sugli studi sulle droghe" (Hofmann 1995). Il suo lavoro deve essere meritatamente collocato accanto a quello degli altri pionieri del campo di ricerca delle droghe, quali Ernst von Bibra (1855), Mordecai Cooke (1860), Karl Hartwich (1911), Lewis Lewin (1924).

Mantegazza è noto fra gli studiosi della cocaina. Nei testi che trattano la storia della cocaina egli è riconosciuto come l'autore dell'Ottocento che destò l'interesse medico occidentale nei confronti di questa droga, per via di un suo memorabile scritto, Sulle virtù igieniche e medicinali della coca e sugli alimenti nervosi in generale, del 1858, memoria che fu premiata e che fece molto scalpore sia in Italia che all'estero (cfr. Aimi, 1986). Ma il suo nome è stato relegato quasi unicamente all'argomento della cocaina, mentre il suo interesse nei confronti delle droghe fu ben più vasto, mosso da motivazioni e da obbiettivi di più ampia portata. Mantegazza si interessò a tutte le droghe e nel 1858 ne propose una classificazione di significativa importanza storica, in quanto precede di oltre 60 anni quella proposta da Lewis Lewin nel suo Phantastika del 1924 (Samorini, 1995).

Paolo Mantegazza nacque a Monza nel 1831. Di professione medico igienista, resse per un certo periodo la cattedra di Patologia Generale all'Università di Pavia. In questa città egli fondò il primo laboratorio di Patologia Generale in Europa. Nel 1870 fondò a Firenze la prima cattedra di Antropologia e il Museo Antropologico-Etnografico di Firenze. Nel 1871, insieme a Felice Finzi fondò la rivista Archivio per l'Antropologia e l'Etnologia, rivista tuttora in corso. Fondò e diresse anche le riviste mediche Igea e Il Medico di Casa.
Era anche un grande viaggiatore; è rimasto celebre il suo soggiorno in Sud America dal 1854 al 1858. In Argentina, in Paraguay e in Bolivia egli è attualmente riconosciuto come un autore "classico". Le sue Cartas medicas sobre la America Meridional, del 1858, in cui sono riportati dati etnologici di prima mano, sono state ristampate a più riprese nell'America Latina. In Sud America egli fece conoscenza della coca, del mate e del guaranà.
Mantegazza si impegnò anche nell'attività politica: ricoperta la carica, dal 1865 al 1876, di Deputato al Parlamento dell'allora neonato Regno d'Italia, fu in seguito nominato senatore (Frati, 1991).

Personaggio eclettico e iper-produttivo, Paolo Mantegazza si interessò ai più disparati argomenti di diverse discipline scientifiche e scrisse un gran numero di libri e articoli inerenti l'antropologia fisica, l'etnologia, la medicina, l'igiene, la sessualità, ma anche le leggende dei fiori, la vecchiaia, "l'arte di essere felici" e le "glorie e gioie del lavoro", e fu anche romanziere. Fra gli studi fisiologici, vanno ricordati i suoi testi Fisiologia del piacere (1877), Fisiologia del dolore (1880) e Le estasi umane (1887), capolavori delle allora nascenti scienze della neurofisiologia e della fisiologia degli stati "nervosi"; scienze di cui Mantegazza svolse in Italia un ruolo pionieristico che resta ancora da rivalutare pienamente.

Nella Fisiologia del piacere, come negli stessi Quadri, l'autore mostra una non comune esperienza degli stati d'animo e delle "ebbrezze" umane. Egli medesimo non disdegnava provare su se medesimo gli effetti delle droghe che studiava (Every Body 1876: 210), e prima di prescriverle in terapia era solito provarne attentamente su di se gli effetti, un pratica comune fra i medici dell'Ottocento (cfr. Samorini, 1996).

Mantegazza era consapevole del lavoro pionieristico che stava svolgendo - "tutto questo un tempo non molto lontano sarà scienza grossa" (Quadri, I: 180) - e che l'importante storia del rapporto dell'uomo con le droghe era ancora da scrivere: "La storia degli alimenti nervosi studiata nei suoi molteplici rapporti di civiltà, di salute e di medicina è ancora un desiderio" (Q., I: 178). Egli intuì l'importanza e il ruolo fondamentale degli alimenti "nervosi" per la vita umana. Era convinto che "l'uomo adulto nella pienezza di esercizio di tutte le funzioni nervose può usare di questi alimenti con prudente abbondanza" (Q., I: 175).
Mantegazza era convinto, non solo dell'innocuità di un "sapiente" utilizzo degli alimenti nervosi, ma anche della necessità di siffatto comportamento umano: "Il ventricolo (..) si ribella contro una dieta che li escluda affatto" (Q., I: 176); "Gli alimenti nervosi contribuiscono assai a rendere più lieta la vita. Sotto la loro azione si aumenta sempre la coscienza di esistere, si mitigano o si dimenticano i dolori morali e si ridesta un'allegria, che può arrivare al massimo grado di felicità" (Q., I. 177-8).

Mantegazza definisce il suo Quadri come "un commento ad una pagina della storia naturale del piacere". Dopo una brillante esposizione del concetto di "ebbrezza" - nella quale rientra l'idea che "si può essere ebbri di gioia, d'amore, d'ambizione: così abbiamo l'ebbrezza della gioventù, della gloria, e perfino del sentimento religioso. Ogni passione può avere un parossismo, che assomigli all'ebbrezza" (Q., I: 185), Mantegazza tenta una classificazione dei tipi di "ebbrezze" e degli "alimenti nervosi". Egli distingue le ebbrezze soporifica, convulsiva e da movimento e riconosce la complessità delle variazioni qualitative e delle forme intermedie di questi stati (Q., I: 184-59).

La prima parte dei Quadri tratta delle feste e delle forme collettive o individuali del divertimento e del piacere umano. In capitoli quali Una festa selvaggia nel Paraguay e Una pipa è possibile cogliere le abilità poetiche e romantiche di questo autore.
La seconda parte del primo volume e tutto il secondo volume sono dedicati ai diversi tipi di "alimenti nervosi". In quasi 900 pagine l'autore spazia dall'alcol e le bevande fermentate al caffè, tè, mate, guaranà, dal tabacco all'oppio, all'haschisch, alla coca e al kava. Un capitolo è dedicato all'agarico moscato e all'hagahuasca (ayahuasca); sono pagine di significativa importanza storica. A parte alcune inesattezze, dovute alla carente e confusa documentazione peculiare di quei tempi pioneristi, l'esposizione della storia di queste droghe è dotta e aggiornata. E' sufficiente osservare le bibliografie poste al termine di ogni capitolo - bibliografie che raccolgono lavori del '700 e dell'800 e che per questo risultano ora molto utili e fanno comprendere il livello di preparazione dell'autore nel trattare l'argomento.

Le parole conclusive dei Quadri sono proiettate verso un futuro a cui Mantegazza, in perenne stato di "ebbrezza da lungimiranza e da ottimismo", apparteneva: "Lo studio dei fenomeni umani, che ho impreso a trattare in questo libro, mi dice che l'uomo avrà sempre feste ed ebbrezze. La natura ancor poco esplorata e più di essa la chimica daranno ai nostri figliuoli mille nuovi alimenti nervosi che vellicheranno loro i nervi e il cervello nei modi i più svariati; e l'igiene li andrà piegando ai bisogni delle razze, delle età, delle costituzioni diverse. Il loro uso alterno e sapiente sarà una pagina delle più feconde dell'arte della vita, e la gioia sarà compagna della salute e della forza. Man mano che l'uomo si innalza e più esso getta via della zavorra del vizio e del pregiudizio, due fratelli quasi inseparabili; e mentre gli si allarga dinanzi agli occhi innamorati l'orizzonte della scienza, egli trova sempre gioie maggiori e più morali. L'ebbrezza, che non è vizio, che non è cinismo, che non è abitudine, è gioia che vivifica e dà nerbo alle molle della vita; e l'estetica degli alimenti nervosi andrà crescendo indefinita e instancabile, finché il nostro pianeta avrà pianta d'uomo che lo calpesti" (Quadri, II: 680).

Giorgio Samorini, aprile 2009


Bibliografia

Aimi Antonio, 1986, Gli anni giovanili del Mantegazza: l'interesse per l'antropologia, i rapporti con il Museo di Storia Naturale di Milano, la memoria sulla coca, in: AA.VV., Paolo Mantegazza e il suo tempo: l'origine e lo sviluppo delle Scienze antropologiche in Italia, Ars Medica Antiqua, Milano, pp. 39-55.

Bibra von Ernst Freiher, 1855, Die Narkotischen Genuss mittel und der Mensch, W. Schmid, Nuremberg.

Cooke Mordecai Cubit, 1860, The Seven Sister of Sleep, Blackwell, London.

Every Body, 1876, Sulla coca, Annali di Chimica Applicati alla Medicina, 62 (3°s.) :207-211.

Frati M.E., 1991, Le carte e la biblioteca di Paolo Mantegazza, Giunta Regionale Toscana, Firenze.

Hofmann A., 1995, Comm.pers. 14 marzo.

Hartwich Karl, 1911, Die menschlichen Genussmittel: Ihre Herkunft, Verbreitung, Geschichte, Anwendung und Wirkung, Tauchnitz, Leipzig.
Lewin Louis, 1924, Phantastica, G. Stilke, Berlin.

Mantegazza P., 1858, Sulle virtù igieniche e medicinali della coca e sugli alimenti nervosi in generale, Annali Universali di Medicina, 167: 449-519 (ripubblicato nel 1997 dalla Società per lo Studio degli Stati di Coscienza, Rovereto, quale supplemento al n. 8 della rivista Eleusis, Bollettino d'Informazione SISSC).

Mantegazza P., 1859, Sull'introduzione in Europa della coca, nuovo alimento nervoso, Annali di Chimica Applicati alla Medicina, 29 (3°s.) :18-21.

Mantegazza P., 1859, Lettere mediche. Lettera VIII, sul mate, Gazzetta Medica Italo-Lombarda, 4(4°s.) :85-92.

Mantegazza P., 1865, Del guaranà, nuovo alimento nervoso, Annali di Chimica Applicati alla Medicina, 40(3°s.) : 8-13.

Pasini Walter, 1999, Paolo Mantegazza ovvero l'elogio dell'eclettismo, Panozzo, Rimini.

Samorini G., 1995, Paolo Mantegazza (1831-1910): pioniere italiano degli studi sulle droghe, Eleusis. Bollettino d'Informazione SISSC, n. 2, pp. 14-20.

Samorini G., 1996, L'erba di Carlo Erba. Per una storia della canapa indiana in Italia, 1845-1948, Nautilus, Torino.


Alcuni testi di Mantegazza

1854, Fisiologia del piacere, G. Bernardoni, Milano (ristampato nel 1913 da Madella Edizioni, Sesto San Giovanni e nel 1992 da Edizioni Studio Tesi, Pordenone).
1856, Il bene e il male - libro per tutti, Bernardoni, Milano.
1863, Sull'America meridionale. Lettere mediche, G. Chiusi, Milano.
1867, Rio de la Plata e Tenerife, Brigola, Milano.
1867, Elementi d'igiene, Brigola, Milano.
1868, Un giorno a Madera, Rechiedei, Milano (ristampato nel 1991 da ECIG Edizioni, Genova).
1869, Le glorie e le gioie del lavoro, Maisner, Torino.
1871, Quadri della natura umana. Feste ed ebbrezze, 2 voll., Brigola, Milano (pubblicato integralmente nel sito www.paolomantegazza.it).
1873, Fisiologia dell'amore, Bernardoni, Milano (ristampato nel 1925 da Barion Edizioni, Milano).
1876, Il dio ignoto, Brigola, Milano.
1877, Studi antropologici ed etnografici sulla Nuova Guinea, Brigola, Milano.
1878, Igiene dei climi, Brigola, Milano.
1878, La mia tavolozza, Zanichelli, Bologna.
1880, Fisiologia del dolore, Paggio, Firenze.
1881, Fisionomia e mimica, Dumolard, Milano.
1881, Igiene del lavoro, Brigola, Milano.
1884, L'arte di campar vecchi, Dumolard, Milano.
1884, India, Treves, Milano.
1886, Gli amori degli uomini, Milano (ristampato nel 1934 Bemporad e Figlio Edizioni, Firenze).
1886, Studi sulla etnologia dell'India, Società Italiana d'Antropologia, Firenze.
1886, L'arte di esser felici, Barbèra, Firenze.
1886, La mia mamma, Barbèra, Firenze.
1887, Le estasi umane, Treves, Milano (ristampato nel 1943 da Marzocco Edizioni, Firenze).
1887, Il secolo nevrosico, Barbèra, Firenze.
1887, Testa, Treves, Milano (ristampato nel 1993 da Colonnese Edizioni, Napoli).
1888, Il secolo tartufo, Treves, Milano.
1889, Il medico di casa, Dumolard, Milano.
1889, Fisiologia dell'odio, Treves, Milano.
1890, Le leggende dei fiori, Dumolard, Milano.
1893, Fisiologia della donna, Treves, Milano.
1893, Elogio della vecchiaia, Treves, Milano (ristampato nel 1993 da Franco Muzzio Editore, Padova).
1894, L'arte di prendere moglie, Treves, Milano.
1897, L'anno 3000 - Sogno, Treves, Milano.
1897, Il vangelo della salute, Treves, Milano.
1908, Bibbia della speranza, Sten, Torino.







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